La Neviera

Sulla soglia della fantasia

Prima della diffusione dei frigoriferi domestici, avvenuta tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, il ghiaccio era una risorsa preziosa, di origine esclusivamente naturale, attorno alla quale ruotava un'economia tutt'altro che secondaria.

Le neviere erano le strutture deputate alla produzione del ghiaccio: veri e propri baratri a base quadrata, scavati nella roccia calcarenitica delle Murge, capaci di raggiungere i 10-15 metri di profondità.

Immagini tratte da “Appunti di Matera Sotterranea”, Edizioni Magister. Disegni a mano
di Enzo Viti e Teresa Lupo

Al loro interno la neve veniva raccolta e compressa in strati successivi, separati da paglia - ottimo isolante termico - fino a trasformarsi in ghiaccio.

Un processo reso possibile dalle straordinarie proprietà termiche della calcarenite, capace di mantenere temperature costanti nel tempo.

Parallelepipedi scavati in negativo nel suolo, le neviere rappresentano oggi una testimonianza silenziosa di un sapere antico, in cui architettura, natura e ingegno umano si fondevano in perfetta simbiosi.

Immagini tratte da “Appunti di Matera Sotterranea”, Edizioni Magister. Disegni a mano
di Enzo Viti e Teresa Lupo

Leggendo questo testo siete di fronte alle due neviere di FOVEA, di dimensioni assai diverse e probabilmente destinate a usi differenti. La più piccola apparteneva alla famiglia Radogna, con ogni probabilità adibita al fabbisogno domestico. Siete sospesi invece sulla neviera di ben più grandi dimensioni, di proprietà della famiglia nobiliare degli Enselmi: una differenza che lascia intuire una produzione su misura di un rango sociale elevato e, forse, di un commercio più ampio.


Immagini tratte da “Appunti di Matera Sotterranea”, Edizioni Magister. Disegni a mano
di Enzo Viti e Teresa Lupo


La neviera non è solo un reperto storico: è anche il cuore di un'installazione artistico -architettonica che unisce patrimonio antico e linguaggio contemporaneo.

La struttura che vi ospita è stata progettata dall'architetto materano Renato Lamacchia, autore di interventi iconici per la cultura della città come Casa Cava, l'Auditorium Gervasio e la Biblioteca Provinciale.

Un'opera saldamente ancorata nelle mura millenarie di FOVEA dalla maestria artigianale del mastro fabbro Graziano Grippa, trasformata in architettura permanente.

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Disegni a mano del progetto architettonico di Renato Lamacchia, dalla collezione FOVEA

Dall'incontro tra FOVEA e il visual artist internazionale Federico Nitti ha preso vita un hub tecnologico: una box costruita nei minimi dettagli, pensata per ospitare i sistemi di gestione dell'intera struttura.

Da questo nucleo si sprigiona un proiettore da 11.000 lumen che, attraverso un videomapping proiettato sulla parete di fronte a voi, trasforma la neviera in una finestra aperta sul mondo: un portale visivo che connette un luogo un tempo deputato alla conservazione del ghiaccio con l'immaginario contemporaneo. Siete sulla soglia della fantasia dei performing artist di FOVEA.

Oggi lo spazio che custodiva il freddo accoglie proiezioni luminose. La buia profondità della neviera diventa una tela dove luce e immagini prendono vita sulla pietra secolare. In FOVEA un prisma di ghiaccio è ora dialogo tra pietra e luce, tra memoria e tecnologia.


Portate con voi questo frammento di storia.
Il prossimo vi aspetta!